OGGETTO: Stato di agitazione Lavoratori Enermar

L’annuncio della possibile cessazione del servizio effettuato dalla
Compagnia di Navigazione “Enermar” desta forte preoccupazione per
la sorte degli 80 lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di
lavoro.
In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, La
Maddalena non si può permettere di perdere altri posti di lavoro ed è
inconcepibile che le diatribe di carattere economico tra le Compagnie
di Navigazione si debbano ripercuotere su chi ha la sola colpa di
alzarsi alle 4 del mattino per recarsi a lavorare, garantendo un servizio
indispensabile per la propria Comunità.
A nostro parere non bisogna mai dimenticare che gli obiettivi da
raggiungere nel campo dei trasporti marittimi sono quelli di garantire
gli attuali livelli occupazionali, avere il maggior numero di corse con il
minor prezzo possibile.
Che i governanti della Regione Sardegna si sveglino dal proprio
sonno, che la smettano con il loro atteggiamento da servi sciocchi del
Capo di Arcore e che inizino a pensare di più al bene della Sardegna e
di meno alla gestione del potere attraverso la spartizione delle
poltrone.
Che l’Assessorato Regionale ai trasporti diventi da subito
operativo e che come primo atto convochi le Compagnie di
Navigazione per trovare una soluzione efficace e condivisa da tutti,
al fine di garantire un adeguato servizio di trasporto marittimo e di
scongiurare perdita di importanti posti di lavoro.

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L’IDV di La Maddalena, intende potenziare il suo ruolo di Partito
di Maggioranza lavorando con ancora più impegno e dedizione.
Per questi motivi, ha deciso di proseguire il suo percorso politico
parallelamente al Comitato “Presenti per il Futuro”.
Una scelta esclusivamente di carattere operativo fatta per snellire la
linea di comunicazione tra la coalizione che amministra la nostra Città
ed il Partito stesso.
Questa decisione non mette in alcun modo in discussione il rapporto di
amicizia tra l’IDV ed il gruppo coordinato da Pasquale BUCARIA, con il
quale si intende continuare a collaborare fattivamente, seppur da una
posizione diversa.
L’IDV maddalenina riconferma la propria leale collaborazione col
Sindaco Comiti e garantisce il proseguimento del suo impegno per
supportare la Giunta da lui guidata, attraverso i propri organi ed
attraverso la sua rappresentante Istituzionale.

IL RESPONSABILE CITTADINO

Cristiano SORIGA

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COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Problematica WATER FRONT LA MADDALENA

Abbiamo da subito apprezzato l’abilità del Sindaco Comiti
nell’aver fatto recepire alla struttura di missione per il G8, l’importanza
di inserire lo spostamento del Porto Commerciale e l’adeguamento del
Porto Turistico del centro storico della nostra Città nel contesto delle
opere collaterali al grande evento.
Purtroppo però, a distanza di più di un anno dallo scippo del G8
ad opera del Premier Berlusconi, nonostante il Sindaco stia riuscendo
con caparbietà a mantenere aperta la partita con la Protezione Civile,
il Governo e la Regione Sardegna non hanno ancora sbloccato
i 17.468.000 euro individuati nelle numerose ordinanze della
Presidenza del Consiglio e delibere di Giunta Regionale per eseguire i
lavori.
Noi ci chiediamo se questi soldi esistono ancora o se Governo e
Regione, come loro costume, li hanno dirottati da qualche altra parte
per coprire la loro incapacità di razionalizzazione del denaro pubblico.
Recentemente anche l’ex Sottosegretario Bertolaso ha chiesto
conto di quei finanziamenti al Ministero dello sviluppo economico ed
alla Regione Sardegna.
Aspettando le risposte del Ministero e della Regione, ribadiamo
che riteniamo assolutamente necessario che si dia immediatamente
seguito agli impegni presi dal Governo e dalla Regione e che si
concluda la fase di progettazione esecutiva per avviare in tempi rapidi i
lavori di realizzazione del nuovo fronte mare di La Maddalena.
Nel caso in cui i fondi individuati non siano più disponibili,
riteniamo che il Governo e la Regione Sardegna si debbano assumere
le loro responsabilità di fronte alla comunità maddalenina per le loro
eventuali inadempienze e che conseguentemente si debba avviare un
percorso alternativo che possa portare in tempi brevi alla realizzazione
del nuovo fronte mare, anche in collaborazione con le imprese private.

IL RESPONSABILE CITTADINO
Cristiano SORIGA

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Caro Alberto,
è sorprendente, il fatto che quando si discute animatamente su problemi che riguardano la nostra
Città, e ci si scontra su posizioni diverse, peraltro tutte legittime, la convinzione delle proprie
ragioni porta spesso e volentieri ad innalzare dei veri e propri muri di incomprensione, quasi come
se ci si trovasse di fronte ad un confronto fra un cieco ed un muto.
Proverò a controbattere i tuoi commenti al nostro comunicato stampa con molta serenità,
ma con altrettanta decisione.
Inizio con lo scriverti che sì: Siamo convinti che il Sindaco sia stato abile a far inserire le
questioni porto commerciale, porto turistico e riqualificazione del centro storico e del fronte
mare “Punta Chiara – Cala Balbiano” nel calderone delle opere collaterali al grande evento G8 che
DOVEVA svolgersi a La Maddalena.
Ragioniamo insieme: in quella fase, la priorità della Struttura di missione era di eseguire i lavori
funzionali all’incontro dei Capi di Stato, limitandosi a rendere efficiente l’ex Arsenale Militare a
quello scopo.
Le opere collaterali, anch’esse affidate alla Struttura di missione, dovevano essere di
contorno al G8 e rappresentavano la precisa volontà politica di risarcire la nostra isola per il
disimpegno dello Stato e per aiutare la nostra comunità ad avviare una prima fase di riconversione
economica.
Essendo le opere collaterali una volontà politica, (che peraltro potevano essere eseguite
anche dopo il G8, così come fatto negli eventi precedenti di Napoli e Genova) è disonesto
intellettualmente dire che il Sindaco non abbia avuto un ruolo fondamentale nella decisione delle
cose che dovevano essere fatte.
Caro Alberto, mi dispiace ma da qui non mi schiodo!
Se poi il Presidente del Consiglio, con una decisione che io giudico politicamente
inconcepibile, aberrante, inefficace, ingiusta nei confronti della Sardegna e solo ed
esclusivamente mediatica (basta sentire gli aquilani per capire come è andata), dopo averci
promesso con atti ufficiali lo stanziamento di 17 milioni e “fruscia”, ha deciso di scipparci il
G8 trasferendolo all’Aquila, mi dici per favore quali responsabilità si possono attribuire al
nostro Sindaco?
Io non faccio chiacchiere e non prendo in giro la gente negando l’evidenza, infatti dico che
se GOVERNO E REGIONE non sbloccano i finanziamenti dobbiamo provvedere da soli
all’adeguamento del nostro fronte mare, anche insieme ai privati. Più chiaro di così non so
essere.
Per quanto riguarda le “promesse del Sindaco”.
E’ ora di smetterla, di continuare a intestardirsi sul fatto che ingenuamente il Sindaco abbia
dato delle scadenze, invece di “incazzarsi” maledettamente contro chi quei soldi non li vuole
stanziare (se è vero che non li stanzierà).
In campagna elettorale Angelo Comiti si è limitato a perorare una causa per la quale si è speso e
per la quale è convinto che ci siano possibilità di riuscita.
Nei tuoi commenti scrivi a proposito dei 17.468.000: “Ma questi denari non erano già nelle
casse del nostro Comune?…”
Potresti cortesemente dirmi in funzione di cosa ti sei fatto l’idea che quei soldi potessero
essere nelle casse Comunali?
Io non ho mai sentito, né il Sindaco, né un suo candidato fare riferimento ad una cosa
simile.
Caro Alberto, fino a che Governo e Regione Sardegna non diranno con atti ufficiali che i
soldi non ci sono più, tutti siamo legittimati a pensare che quella strada sia ancora percorribile.
Sui rapporti tra il Sindaco e l’opposizione non mi esprimo perché non sono problemi miei e
perché non sono l’avvocato difensore del Sindaco.
Però, in Democrazia, amministra chi vince le elezioni anche con un voto in più, non vincono
le minoranze che si presentano frammentate alle elezioni e poi pretendono di rappresentare tutte
insieme la totalità degli elettori che non hanno votato il Sindaco vincente e quindi la maggioranza
degli elettori.
No! Non funziona così, e farlo credere alla gente non fa altro che alimentare tensioni che non
fanno bene alla nostra Città.
La Campagna elettorale è finita il 31 maggio scorso e mi sembra il caso che si cominci a capire
che “TUTTI” hanno il dovere di svolgere il proprio ruolo, sia esso quello di cittadino, piuttosto che
di politico, di giornalista o di amministratore, nel solo interesse del bene di questa Città.
Il bene di questa Città non si fa solo con il legittimo esercizio della critica, ma anche e
soprattutto con il più nobile esercizio della proposta.

Contraccambio i saluti,
Cristiano Soriga.

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In riferimento alle critiche mosse dal Consigliere Comunale Michele Demontis su “Il Vento” di venerdì 15 ottobre, ci preme precisare che il concetto di etica è per noi molto importante.

Il rispetto delle regole e il primato dell’interesse generale devono essere una garanzia, soprattutto nella prospettiva di ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni.

Quindi, qualsiasi azione che vada nella direzione della trasparenza e dell’etica è positiva se, però, persegue effettivamente lo scopo di rendere trasparente l’attività amministrativa.

Non è positiva quando la si vuole usare in modo strumentale per scopi politici. Molto probabilmente la proposta di delibera di cui era primo firmatario il “mite” Dott. Demontis, aveva forse lo scopo di utilizzare eventuali dichiarazioni per poi montargli intorno un caso e noi, sia chiaro, non prestiamo il fianco a queste furbate.

Vorremmo, inoltre, ricordare al Consigliere Demontis che l’attuale Amministrazione Comunale ha aperto per la prima volta nella storia maddalenina, una finestra all’interno dell’attività amministrativa con la pubblicazione delle delibere di Giunta, delle delibere di Consiglio e delle Determinazioni Dirigenziali sul sito internet Comunale e si è impegnata a confrontarsi con la cittadinanza attraverso l’innovativo strumento del “Question Time”, per fare del Comune di La Maddalena una vera e propria “casa di vetro”. Sarà anche merito della presenza dell’Italia dei Valori in maggioranza?

La coerenza con principi quali etica e trasparenza va praticata ogni giorno e dovrebbe far parte del bagaglio personale di ogni cittadino e il rispetto di questi valori dovrebbe automaticamente accompagnare tutti noi nell’attività politica, amministrativa e sociale, a prescindere dalle delibere.


Cristiano Soriga

Maria Pia Zonca

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di Cristiano SORIGA

E’ proprio vero: cosa non si farebbe per apparire sulle pagine dei giornali!

A giudicare dalle ultime dichiarazioni sulla stampa, sembrerebbe che il “Democratico” Zanchetta la pensi proprio così.

Dalle sue nefaste previsioni sull’effettiva partenza dei lavori del Water front e sulla bonifica dell’ex Arsenale Militare (per le quali verrebbe voglia di toccar ferro) fino alla sua ultima illuminata analisi sulla redazione del Piano per il Parco, il nostro “gladiatore solitario all’opposizione”, (così l’ha definito un po’ improvvidamente la cronista de “La Nuova Sardegna” il 23 settembre scorso) non ha perso occasione per finire sui giornali a parlare del “niente”.

Non ce ne voglia il Consigliere Zanchetta, ma pur avendo provato più volte a leggere le sue dichiarazioni, oltre al suo forzato ed esasperato spirito critico verso la maggioranza, non abbiamo trovato uno straccio di proposta costruttiva e fattivamente applicabile.

Come la pensiamo noi su questi due argomenti, lo abbiamo già detto e scritto:

Primo. I lavori collaterali al “fu” G8 devono essere eseguiti con le procedure allora adottate.

Il Governo Nazionale e La Regione Sardegna si devono fare carico dei loro costi, così come più volte detto e ribadito da tutte e due le Istituzioni.

Il fatto che siano iniziati i rilievi batimetrici e che sia stata firmata un’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che proroga le procedure d’urgenza sui suddetti lavori, fuga ogni dubbio sulla bontà della scelta fatta dall’Amministrazione Comunale di insistere su questa strada.

Secondo. Il Piano per il Parco è uno strumento legittimo di un Ente dello Stato previsto dalle leggi ordinarie della nostra Repubblica. Disconoscere l’Ente Parco significa disconoscere una legge, disconoscere una legge significa disconoscere lo Stato.

Attenzione! Con questo non vogliamo dire che siamo innamorati di questo Parco e non vogliamo nemmeno dire che siamo estimatori della legge 394/91 che disciplina il funzionamento dell’Ente.

Non ci piace il fatto che la dirigenza del Parco sia nominata dalla Politica e non ci piace il fatto che il Parco abbia degli strumenti urbanistici sovraordinati a quelli del Comune.

Per questi motivi, siamo del parere che la battaglia sul maggiore peso della comunità in seno al Parco debba essere fatta, prima di tutto, nel contesto degli organismi previsti dalla legge 394/91.

Contemporaneamente è necessario costruire un fronte politico capace di stimolare, a livello parlamentare, un intervento teso ad ottenere una rivisitazione della legge 394/91, che consideri le peculiarità geografiche dei territori facenti parte dei Parchi Nazionali.

Solo così si potranno evitare le fisiologiche sovrapposizioni di competenze tra il Comune e l’Ente Parco.

Purtroppo dall’intervista del Consigliere Zanchetta abbiamo potuto leggere solo farneticanti dichiarazioni su “presunti appiattimenti” del Sindaco e della sua maggioranza, anziché leggere quali siano le sue soluzioni ai problemi affrontati.

Ma si sa! Per certe personalità l’Ego è più forte di tutto e l’importante è apparire….. non importa quel che si dice.

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di Giommaria Uggias
Membro TRAN
Commissione Europea
Per i Trasporti ed il Turismo

L’epilogo è ancora tutto da scrivere, i prodromi sono già del tutto sconvolgenti. Nella vicenda Tirrenia ruoli ed obiettivi per i protagonisti e gli “utilizzatori finali del servizio” restano del tutto privi di significato e di soluzioni appropriate, nonostante la scadenza del 30 settembre, prevista dalla Unione Europea per la conclusione dell’iter di privatizzazione, sia ormai dietro l’angolo.
Il 30 settembre per l’appunto si avvicina senza che nessuna prospettiva e nessun futuro sia all’orizzonte non solo per gli oltre 1500 dipendenti, ma soprattutto per il futuro della concorrenza e della efficacia dei trasporti marittimi del Paese, isole in special modo. Quasi sicuramente gli errori nella impostazione dell’asta pubblica di Fintecna, interamente controllata dal ministero dell’economia, sono alla base di questo oggettivo sfacelo economico.
La Tirrenia, soprattutto per Sardegna e Sicilia, ha rappresentato storicamente uno di quei servizi senza i quali la stessa sussistenza delle nostre comunità avrebbe avuto un altro corso. Grandi e gravi sono stati anche i sacrifici finanziari che l’intera comunità sarda in specie e nazionale, nel suo complesso, ha fatto e si accinge a fare, con le cosiddette sovvenzioni di equilibrio, per garantire anche per il futuro, questo servizio esiziale per le isole, tutte, del Paese.
Si rischia, in non poche di queste realtà isolane il blocco stesso di quelle comunità.
Restano conclamate le insufficienze di un Governo nazionale che, oggettivamente, si mostra privo di qualsiasi strategia nel campo dei trasporti, in genere, ed in quelli marittimi in particolare. Le soluzioni abborracciate in stile Alitalia pesantissime, per i lavoratori e le casse del Tesoro, e piuttosto accondiscendenti alle esigenze degli interessi privati, rischiano di diventare un leit motive anche in questa ulteriore tragica storia dell’economia del Paese.
Assistere, senza soluzione di continuità, al balletto di proposte, peraltro mai compiutamente espresse, dei diversi responsabili governativi (Matteoli, Saglia) che hanno tutto il sapore di ulteriori perdite di tempo, significa decretare senza rimedio il tracollo di qualsiasi prospettiva futura.
A questo si aggiungano da un lato l’iperattivismo di una regione come la Sicilia che, pur, di ipotizzare una qualche via d’uscita, ha assunto iniziative (Mediterranea Holding) di “privatizzazione” simulata e controproducente. Dall’altro si registra un’altra regione, la Sardegna che assiste invece da colpevole e insipida spettatrice ad una vicenda che sembra non riguardarla affatto nonostante sia coinvolta in modo decisivo, storicamente e “fisicamente”, per le politiche di continuità territoriale correttiva della sua pesante e complessa condizione di insularità.
In questo quadro, le insussistenze di strategie ed interventi che tengano conto non solo delle ineludibili voragini finanziarie (600 milioni di debiti consolidati; 580 milioni di aiuti pubblici in otto anni per Tirrenia, oltre 660 milioni in 12 anni per Siremar) ma anche la necessità di garantire un equilibrato e concorrenziale trasporto marittimo per le comunità interessate.
Il pericolo vero è che, una volta, dissolte nel fumo le alchimie del consociativismo siculo, si finga di procedere ad una vendita ai privati che finisca per portare in un piatto d’argento la Compagnia Marittima nelle mani dei soliti noti, già strutturalmente e monopolisticamente, padroni di rotte e strutture portuali non solo strategiche, ma fortemente remunerative da un punto di vista economico.
L’ipotesi che, come sempre, la polpa finisca nelle voraci fauci di Armatori più che spregiudicati e i debiti restino accollati per sempre sui conti pubblici, è più che una realtà.
Non è un mistero per nessuno che, ancora oggi la Tirrenia, nonostante il suo drammatico paasivo, resti appetibile per alcune eccellenze (per esempio le rotte da e per Olbia, da e per Portotorres) che, se gestite dagli stessi armatori che, in concessione, già ne detengono gran parte delle disponibilità, finirebbero per ingenerare una situazione di monopolio di fatto che farebbe ripiombare Sicilia e Sardegna (soprattutto) negli anni bui della peggior schiavitù da isolamento, a costi civili ed economici altissimi.
Probabilmente la strada maestra per impedire tutto questo è data proprio dalla stessa matrice della impostazione comunitaria che, anche in questa vicenda di privatizzazione, intende perseguire non solo il risanamento dei conti pubblici, ma anche una reale libera concorrenza in un libero mercato, dove alla fine l’utente finale abbia sul serio la possibilità di scegliere fra varie e concorrenziali offerte di mercato, garantite da differenti Vettori.

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di Riccardo SAR

Per Rifondazione il «No Berlusconi day» è inutile.

LA MADDALENA. Il Prc cittadino non parteciperà alla manifestazione «No-Berlusconi Day» organizzata da Sinistra-Popolare per il prossimo ottobre in concomitanza con la giornata nazionale di Roma. Lo ha annunciato la segreteria del partito. «Lo scendere in piazza per una giornata anti Berlusconi insieme a partiti che condividono con il Pdl un’idea personalistica della politica (come l’Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà) «in nome di un inutile e improduttivo concentrarsi sull’antipatia pubblica verso il presidente del consiglio», trova il loro deciso disappunto. «L’unica risposta al centro-destra – è scritto in una nota – è una responsabile alternativa nelle istituzioni, orientata al fare. Traducibile nel far prevalere una linea progressista dell’amministrazione Comiti. Quindi una responsabile opposizione sociale costruttiva volta a non confondere il personaggio Berlusconi con la cultura politica antipopolare che ne ha garantito la lunga permanenza al potere».
Andrea Nieddu
Fonte: “La Nuova Sardegna” GIOVEDÌ, 26 AGOSTO 2010

Le dichiarazioni fatte dalla segreteria del Circolo di Rifondazione Comunista di La Maddalena nella nota stampa riportata qui sopra, fanno ben capire i motivi per cui questo Partito, a La Maddalena (e non solo) non riscuote più il consenso della comunità.
Certe affermazioni, fondate sul livore politico nei confronti di “Partiti alleati”, che meglio di loro riescono ad interpretare il sentimento di sdegno della società civile italiana nei confronti del modello politico Berlusconiano e non nei confronti del “Berlusconi persona”, contribuiscono ad allontanarli dalla gente ed a rinchiuderli nella loro nicchia culturale delle analisi generali e generaliste che spesso e volentieri non riescono a tradursi in azioni concrete.
Ma per far meglio capire come la pensiamo Noi sul No B day è necessario fare qualche piccola considerazione.
L’Italia dei Valori nasce nel 2000 come movimento d’opinione post-ideologico che riesce ad eleggere suoi rappresentanti nelle istituzioni, fondando il proprio agire politico su valori imprescindibili che dovrebbero appartenere a tutti i praticanti della politica, e vale a dire: etica, moralità ed onestà.
Nel febbraio del 2010 diventa Partito politico a tutti gli effetti con il 1° Congresso di Roma, eleggendo DEMOCRATICAMENTE il suo Presidente ed approvando una mozione programmatica basata su 11 punti programmatici che riguardano tutte le principali problematiche nazionali, e che fanno compiere al Partito, un salto di qualità dal punto di vista politico, caratterizzandolo nell’area politica italiana del CENTRO-SINISTRA, (malgrado questo, alla segreteria locale del PRC, dia molto fastidio).
Oggi l’Italia dei Valori è un Partito strutturato e democratico che combatte le sue battaglie di civiltà contro un modello Politico e culturale che in Berlusconi trova il suo massimo esponente, non è una questione di antipatia personale.
Per quanto riguarda il No B day; è segno di poco rispetto verso la società civile indicare i partecipanti a questa manifestazione (al primo No B day era presente anche Riifondazione Comunista) quali persone che scendono in piazza “in nome di un inutile e improduttivo concentrarsi sull’antipatia pubblica verso il Presidente del Consiglio”.
Il primo «No B Day» è stato a livello mondiale la prima discesa ufficiale del popolo dei social network nell’ agone politico, un’ iniziativa nazionale che ha dell’ incredibile, per utilizzare le parole di Federico Mello « un’anomalia italiana di stampo civico per rispondere all’ anomalia berlusconiana di carattere proprietario». Una manifestazione nata dal basso dunque, fortemente voluta dai cittadini che a migliaia sono scesi in piazza per dire basta alle nefandezze di questo vergognoso governo. Circostanza dunque ben più nobile e profonda che non può certo essere circoscritta a semplice « antipatia pubblica nei confronti del Premier». Il PRC parla di «risposte al centro destra» di una «cultura antipopolare che ha garantito la lunga permanenza al potere di Silvio Berlusconi». E’ Vero! E’ per questo che noi continueremo a difendere il diritto dei cittadini a poter dire la loro ed il diritto all’ informazione e alla critica. Purtroppo spesso si è scambiata la libera informazione e il diritto alla conoscenza per antiberlusconismo.
Infine è bene essere realisti, e dire che non è opportuno organizzare un “No B Day” a La Maddalena. Saremmo troppo pochi, con il rischio che la manifestazione non raggiunga gli obiettivi prefissati.
Noi, sicuramente, il 2 ottobre saremo a Roma.

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Cari amici,
riparte il blog del Circolo “Italia Dei Valori” di La Maddalena, uno spazio virtuale aperto al confronto ed al contributo di tutti. Questo blog vuole essere uno strumento di comunicazione con i nostri elettori e con la cittadinanza, un punto di incontro, una piazza virtuale, dove interagire offrendo spunti di riflessione su tutte le tematiche d’attualità, partendo dalla politica, passando per la società, ed arrivando alla cultura. Nonostante che dalla nascita ad oggi l’attività militante dell’Italia Dei Valori a La Maddalena sia stata intensa, e se vogliamo anche proficua dal punto di vista elettorale, sentiamo la necessità di riprendere questa forma di comunicazione per intensificare il nostro messaggio politico e per diversificarne la forma di diffusione.
Tanti sono stati gli avvenimenti che hanno scosso la nostra comunità in questi ultimi anni; il ridimensionamento della presenza militare a La Maddalena, la chiusura della base Americana, lo scippo del G8. Tutti, avvenimenti che hanno inciso profondamente sul nostro sistema sociale ed economico. Su questi temi si è incentrata la campagna elettorale delle scorse elezioni Comunali ed il risultato di essa ha dato, a mio parere, un forte e significativo segnale: La Maddalena ha voglia di cambiare! Infatti, la rielezione del Sindaco Comiti è segno che la comunità crede nella possibile riconversione della nostra economia da una forma di tipo assistenzialista ad un’altra basata sul turismo e sull’imprenditoria, ed al tempo stesso ha deciso che gran parte degli attori coprotagonisti cambiassero, ed ha scelto personalità di diversa estrazione culturale e sociale per concretizzarla.
Tra questi, c’è la nostra Maria Pia Zonca, che con tanto impegno e competenza sta portando avanti un importantissimo lavoro nelle sue competenze Assessoriali.
All’interno del blog, vi è uno spazio dedicato a lei, ed a tutti i cittadini che con lei intenderanno interagire. Il nostro lavoro continua così, con l’impegno di sempre, e con la convinzione di avere una maggiore responsabilità. La responsabilità di rappresentare l’11,20% della nostra comunità. Responsabilità che ci impone l’obbligo morale di esercitare la nostra capacità propositiva, e di verificare la corretta realizzazione del programma amministrativo, alla stesura del quale, con tanto entusiasmo abbiamo contribuito. Questo è, secondo noi, il compito dei partiti politici e lo vogliamo svolgere al meglio, insieme a chi la pensa come noi, e senza sconti per nessuno. Il periodo che stiamo attraversando richiede impegno, dedizione e coraggio nelle scelte amministrative. La nostra Città ha la necessità che i grandi e piccoli problemi che la affliggono siano risolti per restituire a noi stessi la speranza di un futuro migliore, ed ai nostri figli le possibilità di realizzazione sociali ed economiche che abbiamo il dovere di garantire. Per questi motivi non si potrà e non si dovrà sbagliare commettendo il più grave degli errori: l’immobilismo.
Ribadiamo comunque, come abbiamo già fatto in altre occasioni, che le diversità delle posizioni politiche non costituiranno mai una pregiudiziale al dialogo e alla collaborazione. Perciò ci auguriamo che questo spazio possa stimolare criticamente le nostre coscienze, grazie all’apporto delle idee di tutti. E’ per questo che sul blog potranno postare tutti, su qualsiasi argomento ed in qualsiasi modo, sia essa sotto forma di scritto riflessivo, di poesia, di fotografia, di testi musicali e qualsiasi altra forma che valorizzi l’uomo nella sua essenza spirituale, culturale ed artistica. Ci impegnamo fin d’ora a non censurare nessuno purchè i contenuti dei post o dei commenti non superino il limite della buona educazione e dell’offesa e che non siano anonimi.
Un caro saluto a tutti,

Cristiano SORIGA

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La Maddalena. Cristiano Soriga è il nuovo coordinatore di Italia dei Valori.

A succedere a Maria Pia Zonca, che in virtù delle recenti elezioni comunali ricopre la carica di assessore nella Giunta Comiti, la sezione maddalenina di Italia dei Valori ha eletto domenica 25 luglio scorso Cristiano Soriga. I congresso cittadino ha confermato il direttivo uscente composto da Antonella Olmetto, Gabriella Pinna, Maria Pia Zonca, Roberto Cuneo, Marco Giustizieri, Giacomo Razzatu, Antonello Scotto. Il coordinamento dei Giovani è stato affidato a Luca Falchi e Riccardo Sar. Prima della votazione la coordinatrice uscente Maria Pia Zonca ha tirato il bilancio dei due anni di segretaria del Circolo, mettendo in evidenza come l’IDV a La Maddalena sia partito da una percentuale del 4,4% alle elezioni politiche del 2008 per arrivare all’ 11,20% delle ultime elezioni Provinciali, e che sia riuscito ad ottenere una rappresentanza di peso all’interno della Giunta Comunale. Il nuovo coordinatore Soriga dopo aver assicurato di voler proseguire sulla la strada tracciata dalla Zonca ha espresso la totale condivisione del Partito sulla “giusta ed opportuna presa di posizione della maggioranza consiliare maddalenina sulla volontà di difendere il buon nome di La Maddalena, compiacendosi del fatto che l’Assessore Maria Pia Zonca, abbia contribuito a votare la mozione che riguarda l’intenzione di querelare il settimanale l’Espresso, sebbene sia “un settimanale che spesso conduce le nostre stesse battaglie di civiltà”. Per quanto riguarda la inchieste sul lavori del G8 ha detto che “Se durante il procedimento penale dovessero accertarsi delle responsabilità personali legate ai lavori eseguiti a La Maddalena, chi ha sbagliato deve pagare” auspicando “che la nostra comunità sia risarcita degli eventuali torti subiti, senza se e senza ma”.

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